28_50Orientarsi nell’acquisto di materiali per belle arti a Roma senza rimanere con il portafogli vuoto non è cosa semplice e soprattutto per noi artisti è di vitale importanza! I consigli che posso darvi sono frutto della mia esperienza diretta nel settore, a furia di cercare e ricercare mi sono imbattuta in molti posti più o meno competenti e con assortimento variabile, qui di seguito cercherò di fornirvi una scrematura degli esercizi migliori per rapporto qualità/prezzo/assortimento/competenza.

– COLOR POINT MONTE MARIO, via Trionfale 8720

Questo negozio non è specializzato in belle arti, nasce come coloreria e fornitura per la pittura edile, ma ultimamente ha dedicato una bella parte di spazio al settore artistico; potrete quindi trovare le classiche serie di base come colori ad olio, tempera ed acrilico della Maimeri, pennelli e tele con formato standard “Pictor” della Maimeri ( molto buone le raccomando, sia per la tela che per il telaio costruito con svariati crocevia posteriori utilizzati persino su tele che non hanno dimensioni eccessive) e per finire ma non per ultimo direi, prezzi decisamente più concorrenziali rispetto a tutti gli altri negozi della capitale.
L’unico neo è che la scelta non è ampissima e che dovete sapere quello che volete, ma ripeto, lo raccomando per il rapporto qualità prezzo per tutti i prodotti di base Maimeri e per i pennelli che hanno prezzi decisamente contenuti.

– ARTE 3, via del Fiume 3/A

Che dire? Quando si entra qui si esce sempre con qualcosa, impossibile il contrario.. La competenza è elevata, se avete dubbi o volete provare nuove marche di colori, chiedere consigli altamente specialistici nel settore delle belle arti e per qualunque materiale vi occorra, siete entrati nel posto giusto. Posso sinceramente affermare che è difficile non trovare quello di cui avete bisogno, dai colori, ai pennelli, alle spatole e le tele stesse… E’ un po’ il paradiso dell’artista, ve lo posso garantire… unico neo: è caro! Alla cassa vi fanno sempre un po’ di sconto, ma è fittizio… l’alta professionalità si paga!

– DITTA G. POGGI, via del Gesù 74-75 e Via Cardinale Merry del Val, 18/19

Poggi ha due sedi, una dietro al Pantheon e una a Trastevere ambedue nel cuore di Roma. Anche loro come Arte 3 sono altamente specializzati in tutti i materiali per belle arti e hanno una competenza professionale indiscutibile. Anche qui troverete tutto quello che vi occorre e se avete richieste particolari potete ordinare quello che volete e nel 99% dei casi verrete esauditi. Per quanto concerne il discorso prezzi, posso asserire che sono generalmente più contenuti rispetto al precedente quindi se dovessi consigliarvi tra i due, la mia scelta cadrebbe su quest’ultimo. La loro cortesia e gentilezza è fuor di luogo.

– BELLE ARTI LIZZANI, viale Angelico 259

Abbastanza fornito, più piccolo rispetto a Poggi e Arte 3, rapporto qualità/prezzo medio alti.
Non brillano per simpatia a mio parere, ma se siete nelle vicinanze e avete bisogno di qualcosa potete approfittare ed entrare. Io ci sono stata due volte, non ho avuto granchè voglia di entrarvi una terza, ma nella vita è quasi sempre anche una questione di gusti ed empatia. La professionalità non è comunque paragonabile agli altri due. I prezzi non sono contenuti.

– BORDI BELLE ARTI, via dello Statuto 49

Negozio piccolino, fornito, sempre pieno di gente o almeno tutte le volte che ci sono stata era così… Spesso fa sconti e offerte, ho trovato anche tele dai formati un po’ particolari, colori e materiale per belle arti generalmente buoni, prezzi nella norma, niente di particolarmente eccezionale.

Questo è un settore dove è davvero difficile orientarsi bene senza spendere uno sproposito. Resto convinta che se non avete grandi pretese o cercate cose particolari, il primo negozio della lista ( Color Point Monte Mario) è sicuramente il migliore nel rapporto qualità/prezzo, ma non per la vasta gamma di scelta. A seguire Poggi e Arte 3 sono indiscutibilmente i leader del settore per rapporto professionalità/vasta gamma di scelta/qualità.

 

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Limited Edition

Potrebbe sembrare un argomento banale e scontato, ma la pulizia dei pennelli, riveste una parte molto importante della vita di un pittore, soprattutto quando vuole assicurarsene una lunga durata e un’ottima resa. Partendo dal presupposto che un professionista ne adoperi di buona qualità, bisogna essere molto accorti non solo alla manutenzione ma in primis anche a come vengono riposti. Cominciamo per gradi:

– usate vasetti, tazze o contenitori di legno abbastanza ampi, sistemateli magari per grandezza in ognuno di essi rispettando la regola fondamentale dello spazio; ovvero fate in modo che non siano ammassati tra di loro, lasciateli respirare come ogni creatura vivente, in modo che le setole non vengano a toccarsi tra di loro… ( tutto ciò che ha adeguato spazio per respirare vive meglio e più a lungo);

– separate pennelli piccoli da quelli grandi;

– separate le spatole dai pennelli.

La pulizia dei pennelli deve essere fatta immediatamente dopo la fine del loro utilizzo.
Se avete dipinto con i colori ad olio, dovete prima di tutto eliminare dalle setole il colore grasso; munitevi quindi di un vasetto di vetro ( vanno benissimo quelli delle marmellate, della maionese e simili ) e versateci dentro del BENZILUX.

Questa sostanza chimica derivata dal petrolio, ha lo stesso effetto della comune triellina, nota a tutti nel mondo delle bellearti ma decisamente migliore sia per il suo colore trasparente sia perché inodore e decisamente molto meno tossica della precedente. E’ comunque infiammabile, state quindi attenti a non esporla a fonti di calore. La potete trovare in tutte le ferramenta e nei negozi specializzati in confezione da un litro di latta.

Immergete i pennelli nel Benzilux, dopo averne rimosso l’eccesso dalle setole con un pezzo di carta scottex e agitateli per aiutare il processo di pulizia, dopodichè lasciateli in immersione per una mezz’ora circa.

Quando il colore si sarà depositato sul fondo del vasetto di vetro, tirate fuori i pennelli e massaggiate delicatamente le setole con del sapone delicato per le mani, prendete un altro vasetto di vetro pulito, riempitelo con acqua e immergete nuovamente i pennelli insaponati per una bella oretta.

A questo punto il processo è giunto alla fina. Estraete i pennelli, passateli sotto il getto d’acqua corrente possibilmente tiepida, sempre massaggiando le setole con i polpastrelli e in fine asciugateli dall’acqua in eccesso con un altro scottex pulito.

Sistemateli nella loro location e lasciate che si asciughino a contatto con l’aria.

Se invece dipingete con i colori acrilici, il processo di pulizia dei pennelli, sarà decisamente più rapido, potete saltare la parte del Benzilux e passare direttamente all’uso del sapone; questo perché gli acrilici essendo a base d’acqua non necessitano di essere sgrassati.

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Limited Edition

Ciao a tutti, oggi voglio parlarvi dei colori acrilici. Sapete bene che non sono una fan di questa tecnica, ma devo dire che anche io mi diverto ad usarli in contesti specifici e mi rendo conto che al giorno d’oggi, sono in molti a preferire questa tecnica, semplicemente perché i suoi rapidi tempi di essiccazione rispetto a quelli dell’olio, permettono una produzione quantitativamente maggiore e adattabile alla frenesia del mondo moderno.

Nei colori acrilici il pigmento è diluito nell’acqua e la velocità con la quale si asiuga a contatto con l’ossigeno è rapidissima; questo da una parte consente di vedere la propria opera terminata in tempi estremamente brevi, ma dall’altra crea un problema nel momento stesso in cui si decide di stendere il colore sul supporto sia che sia una tela grezza o preparata, sia che sia un cartoncino o un foglio a grana più o meno spessa. ( Tipo quelli usati per l’acquarello che hanno una grana compresa tra i 200 e i 300 gr.)

E’ facile intuire che più la superficie del supporto sarà porosa, più rapida sarà l’essiccazione del colore; la tela grezza e il cartoncino per acquarello saranno più assorbenti rispetto ad una tela preparata con una base di colore acrilico ( ad esempio con una mano di bianco o di un altro colore scuro, a seconda di quello che si vuole realizzare, tipo un paesaggio notturno o anche un astratto o un metafisico).

Si può anche decidere di preparare una base con uno strato di colore ad olio per far sì che una parte dell’opera resti più lucida. Non ci sono controindicazioni nella sovrapposizione di colori acrilici e colori ad olio, e se devo proprio essere sincera, vi assicuro che non ci sono problemi di sorta nemmeno mischiando entrambe le tecniche ed utilizzando contemporaneamente il colore ad olio e quello acrilico nella stessa pennellata o spatolata.

Potete decidere di trattare i colori acrilici come volete, dipende sempre dalla resa alla quale siete interessati: se li diluite con molta acqua potrete quasi arrivare a giocarci come se fossero degli acquarelli, se siete amanti del materico, potete addirittura usarli a secco senza diluirli con l’acqua e guadagnerete anche qualche minuto in più sul tempo di essiccazione.

Il problema maggiore che si pone con gli acrilici è l’atto della sfumatura fine a se stessa. Vi consiglio di munirvi di uno spruzzino di plastica contenente acqua, per continuare a rendere il colore gestibile e per avere la possibilità di sfumarlo anche dopo l’essiccazione della parte più superficiale. Questa è una modalità che viene usata con frequenza dagli astrattisti, perché usano superfici più ampie e sono meno schiavi dei contorni.

Ma se avete bisogno di attenzione per i particolari, il mio consiglio è quello del classico pennello per stendere e di un secondo per sfumare, sempre muniti di tanta acqua e di tanta velocità di azione… quest’ultima però si padroneggia con l’esperienza!

Se amate la materia come me, nessuno vi vieta di usare la spatola, con lei sarete leggermente meno schiavi del tempo e otterrete effetti particolari e di maggior impatto.

Anche con i colori acrilici siete liberi e padroni di dilettarvi nell’uso della tecnica delle velature, principi e modalità espressive sono esattamente gli stessi come sono identiche le indicazioni che troverete su i barattoli di colore per quanto concerne la tasparenza e la copertura del pigmento. Potete anche sovrapporre velature di colore acrilico a velature di colore ad olio, sono in pochi a farlo gli manca l’audacia, ma vi assicuro che per quelli che amano osare e sperimentare oltre i confini del determinatismo pittorico, vi garantisco risultati a dir poco scioccanti!!! Provare per credere!!! Aspetto i vostri commenti.

Olio su tela, cm. 120 x 80 € 6.000,00

“L’attivazione della ghiandola pineale” Olio su tela, cm. 120 x 80 € 6.000,00

Oggi parliamo di una delle più famose case italiane produttrici di materiale per belle arti e nello specifico, delle varie linee che la Maimeri ha creato per i colori ad olio.

In primis devo specificare che la resa di ogni colore ad olio dipende sempre dalla quantità di pigmento contenuta nel colore stesso.

 

In secundis, rifacendomi ad uno dei post precedenti, vi ricordo che la maggiore o minore capacità di copertura del colore non dipende dalla quantità di pigmento ma dal tipo specifico di colore usato, cioè se quest’ultimo è coprente, semicoprente o trasparente.

 

Tale caratteristica è indicata su ogni tubetto da un piccolo pallino o quadratino che può essere completamente nero, semi nero o semplicemente vuoto all’interno e nero solo sulla circonferenza. Il primo indica che il colore è di natura coprente, il secondo che è semitrasparente e il terzo che è totalmente trasparente.

 

I colori a olio Maimeri si dividono in svariate categorie, ma oggi parleremo solo delle tre più conosciute cioè; la serie Classica, la serie Artisti e la serie Puro.

 

In merito alla mia esperienza posso tranquillamente affermare che la serie Classica che è anche la più conosciuta ha una resa discretamente buona, la stesura del colore è fluida e utilizzando sia il pennello che la spatola il colore si presta ad essere ben sfumato anche senza l’aggiunta dell’olio di lino come fluidificante. Ovviamente se ci troviamo ad usare un colore di natura coprente va da sé, che spesso potremo vederci costretti a diluirlo con un po’ d’olio, ma questo solo perché tende a farsi stendere con maggiore difficoltà, contrariamente ad uno trasparente.

 

Il rapporto qualità prezzo è ottimo, specialmente se ci si orienta nella scelta di confezioni da 60 ml, rispetto a quelle da 20 ml. Addirittura per i colori primari e secondari e quelli da voi maggiormente usati, suggerisco di acquistare i tubi da 200 ml, il risparmio è decisamente maggiore e non dovrete temere che si possano seccare nel tempo, vi basterà la semplice accortezza di chiudere bene il tappo e li troverete invariati per resa e fluidità.

 

Sono tutti atossici e la quantità di pigmento presente è medio-medio alta, il che vi permette di raggiungere ottimi risultati senza spendere un’enormità. Ovviamente al meglio non c’è mai fine, ed è per questo che le serie successive sono più costose, ma se siete pittori molto materici come la sottoscritta, vi consiglio questa linea!

 

La Serie Artisti rappresenta “The next step of evolution”… il gradino successivo nella scala delle possibilità sia a livello di cromatismo che di portafogli.

 

Assolutamente nulla da eccepire in merito alle caratteristiche di questa linea ne tantomeno alla possibilità di scelta riguardo alla vasta gamma di cromatismi presenti: 106.

 

Alcuni infatti esistono solo in questa linea e non in quella Classica e cito testualmente dal sito della Maimeri “….. tra questi figurano ancora alcuni pigmenti storici, autentici, come il Bianco d’Argento e quello di Zinco, l’Aureolina e la vera Terra di Siena, il Violetto di Manganese, il Bitume. “.

Devo ammettere che questa serie mi ha comunque sempre dato una grande soddisfazione, vi consiglio di provarla e usare in special modo cromie particolari, che potranno andare a sopperire la mancanza della serie precedente.

 

Vi raccomando come sopra, di acquistare il tubetto da 60 ml per risparmiare.

 

Siamo giunti all’ultima delle serie di cui trattiamo oggi, la Maimeri Puro. Posso dire che è davvero meritevole del suo nome, anche perché contiene solo pigmento puro e olio… “80 colori dalla gamma cromatica. Per approvvigionarsi delle migliori qualità di oli non ingiallenti e di pigmenti stabili…”( cit. dal sito della Maimeri). Di questa linea sono innamorata delle lacche, provatele… sono ovviamente trasparenti e fanno sì che le velature di colore si accendano in maniera impressionante. Specialmente un cultore o cultrice della tecnica delle velature, me ne darà atto! Se volete imprimere degli effetti particolari alle vostre opere, provate l’effetto della Lacca Rosa, del Magenta e del Rosso Tiziano, rimarrete a bocca aperta!

 

Come da mia anticipazione, rimarrete a bocca aperta anche quando vedrete il prezzo…. ma come tutte le cose di maggior valore, il costo è proporzionato! E’ ovvio che non consiglio assolutamente l’uso di questa linea ai materici o agli astrattisti dalle grandi superfici, ma se qua e là volete dare un tocco di classe alle vostre opere, potete farlo comunque utilizzando una piccola velatura o un punto luce.

 

Chiaramente questa linea si adatta maggiormente ai ritrattisti, ai paesaggisti, a chi fa falsi d’autore e chi si cimenta su tele di piccole dimensioni ed estremamente ricche di particolari.

 

Spero di essermi resa utile con questa piccola guida pragmatica, i colori a olio Maimeri forniscono una scelta ampia a tutti i tipi di artisti, se l’argomento è stato di vostro gradimento, fatemelo sapere, potrei scegliere in futuro di parlare di altre serie. Aspetto i vostri commenti!

 

 

Olio su tela cm 100 x 50

Rendendomi conto della complessità della tecnica delle velature e delle crescenti domande che mi avete posto in merito all’argomento, ho ritenuto necessario scrivere un altro post per chiarirvi definitivamente (o almeno lo spero) le idee.

 

Inizio col ribadire che, essendo il colore ad olio decisamente più gestibile rispetto all’acrilico, permette di essere usato in svariati modi e con tecniche diverse; quella delle velature è solo una delle tante, anche se come ormai sapete bene è la mia preferita.

 

Parlando di correzioni e cancellature, non dovete avere paura: ogni volta che si pensa di aver sbagliato o semplicemente si cambia idea e si vuole correggere la stesura del colore, lo si può fare tranquillamente.

 

Quando il colore è ancora fresco è facilissimo; basta passare un pezzetto di scottex o un cotton fioc (se la superficie è più piccola), sulla parte che volete correggere, togliendo il colore e sostituendolo poi con un altro più adatto alle vostre esigenze del momento.

 

Quando invece, il colore è ormai asciutto e vi siete resi conto che il risultato non è affatto soddisfacente o addirittura, avete cambiato idea e volete stravolgere la parte del dipinto che non vi piace più, basta passare una velatura di bianco coprente, in modo da riottenere una superficie ex-novo (come se aveste di fronte la tela bianca) e lavorare a strati come sempre, aspettando che le velature si asciughino.

 

Dovrete ovviamente fare in modo che la parte esterna, quindi la circonferenza del nuovo pezzo dipinto, vada a sfumarsi in maniera morbida e gradevole con il resto del colore già presente ed ormani asciutto.

 

Solo l’esperienza potrà, nel corso del tempo, darvi tale padronanza come per tutte le arti ed i mestieri che richiedono applicazione e dedizione continue.

 

Per quanto concerne, invece, un altra domanda rivoltami in merito alla migliore procedura di essiccazione per il dipinto ad olio, vorrei sfatare qualche falsa convinzione…. non è obbligatorio far asciugare il colore alla luce del sole per evitare che s’ingiallisca, anzi tutt’altro!!!

 

A prescindere dallo spazio che avete in casa, potete tenere l’opera tranquillamente sul cavalletto, l’importante è che riceva dell’aria fresca.. se invece ciò non è possibile perché magari la stagione invernale non lo consente, dovrete essere più pazienti, perché i tempi si allungheranno… ma potrete usare un piccolo stratagemma; posizionare la tela davanti al termosifone sfruttandone il calore e accelerando un po’ i tempi di asciugatura.

 

Come avevo già detto nei post precedenti, la tecnica delle velature necessita di pazienza, amore e sopratutto di adattamento alle condizioni atmosferiche dell’anno. E’ molto naturale e segue anch’essa i cicli della Madre Terra … se la percentuale di umidità presente nell’aria è molto alta, ci vorrà più tempo… se invece sarà la tramontana a fare da regina, tutto sarà più rapido.

 

Divertitevi ad osservare come si comporta il colore in base alle stagioni… non abbiate fretta, siate meditativi e calmi e vi assicuro che avrete dei risultati grandiosi!! Buon lavoro e sopratutto: BUON DIVERTIMENTO!

 

 

 

 

Olio e acrilico su tela cm 120 x 80, spessore cm 3

Particolare di “The Experiment” Olio e acrilico su tela cm 120 x 80, spessore cm 3

Visto le vostre domande e l’interessamento sorto attorno al bellissimo argomento della tecnica delle velature, trattato nel post precedente, sono lieta di scriverne un secondo, ampliando il discorso e scendendo più in dettaglio.

 

Questa tecnica rende possibile effetti e lucentezze che sarebbero altrimenti difficili da ottenere in altri modi, o semplicemente mischiando a monte i colori tra di loro su tavolozza, prima della stesura su tela.

 

Dipingere strato su strato necessita però l’utilizzo di colori diversi tra loro per compattezza. Ogni tubetto di colore, reca sull’etichetta un simbolo; che quasi sempre è un quadratino, a volte un cerchietto, che indica se si tratta di un colore coprente, semi coprente o trasparente.

 

Quando il colore è coprente il quadratino è completamente colorato di nero, quando è semi coprente lo è per metà; quando invece è trasparente, il quadratino ha solo il bordino nero e dentro è vuoto.

 

Questa prima indicazione è necessaria per sapere di fronte a che tipo di compattezza vi ritrovate e per sapere come usare il colore stesso.

 

Generalmente, in una prima stesura si usano i colori coprenti, in modo tale da ricavare i volumi di base per l’oggetto che desiderate dipingere; ad esempio, per un incarnato, si parte utilizzando il “bianco coprente” e il “testa di moro”.

 

A seguire, una volta asciutta la prima mano, si può proseguire usando colori semi coprenti; questo per dare maggior forza, risalto e corpo all’oggetto, variandone la tonalità di colore, alterandola del tutto o semplicemente per rafforzare quella già esistente.

 

Procedendo dalla terza mano in poi, si usano quasi sempre colori trasparenti, in modo da giocare con gli effetti di luce e le trasparenze che, alterando il colore con delicati cambiamenti di tono, producono effetti spettacolari su qualunque tipo di dipinto si stia lavorando, sia che si tratti di paesaggio, di una natura morta, di un nudo, un volto, o di un astratto.

 

La grande flessibilità della tecnica delle velature, permette la stesura di un numero di strati praticamente infinito o quasi… nel senso che sta a voi fermarvi, quando avrete raggiunto l’ideale di colore che vi eravate prefissati inizialmente!

 

Un’ altra chance che offre questa bellissima tecnica è quella di lavorare anche con strati molto materici; intendo dire che si possono ricavare gli stessi giochi di colore, anche se si lavora a spatola e non solo con il pennello. Si possono combinare entrambi oppure scegliere uno solo di questi e variare l’intero livello di materia che si vuole donare al dipinto.

 

Spero di essere stata chiara ed esaustiva, resto felicemente aperta alle vostre domande ed ai vostri commenti, a presto!

 

 

olio su tela cm 100 x 80, Ottobre 2013, Prezzo € 5.400,00

Primo varco d’accesso a Eldorado

Riprendo volentieri il discorso del post precedente, in merito al colore ad olio, per aprire una nuova finestra sul modo di usare e stendere il colore stesso. Siamo ormai consapevoli del fatto che il colore ad olio cammina, tra il momento in cui viene steso sulla tela ed il tempo necessario alla sua essiccazione, si fa strada sul supporto e prende percorsi autonomi..

 

Mi è stato chiesto se l’utilizzo di un medium specifico, possa aumentare la lucentezza e la brillantezza del colore; a questa domanda rispondo spiegando appunto: la tecnica delle velature e le sue incredibili capacità di creare nuove tonalità e maggiori punti luce.

 

L’essenza di questa tecnica risiede nell’applicare velature su velature di colore, fino ad ottenere la migliore qualità di luce da imprimere al dipinto o la migliore sfumatura di colore, altrimenti impossibile da realizzare con la semplice miscelazione di una o più tonalità dello stesso.

 

Si tratta in sintesi di aspettare che la prima mano di colore si sia completamente asciugata, per poi applicare la seconda mano scurendo, illuminando o addirittura alterando il colore sottostante.

 

Va da se, che se abbiamo dato una prima mano di colore molto scura, per poterne migliorare la luminosità e schiarirla, saremo ovviamente costretti ad utilizzare una velatura di bianco ( anche coprente), per poter poi, nella terza velatura, raggiungere la tonalità di colore che ci siamo prefissati.

 

Ecco perché si tende a partire con velature di tonalità più chiare per arrivare poi a scurirle gradatamente.

 

Ma la vera rivoluzione che la tecnica delle velature, ha apportato nel campo della pittura, è quello di creare nuove tonalità di colore dalla sovrapposizione degli strati di colore, altrimenti impossibile da raggiungere con la semplice miscelazione di una o più gradazioni dello stesso colore o tra tonalità di colori completamente diversi.

 

L’esempio pratico potrebbe essere il seguente: volete creare una tonalità di verde; bene… iniziate prendendo il giallo ( un giallo molto acceso e che sia coprente, per creare la prima velatura; potrebbe fare al caso nostro un “giallo di cadmio limone”) e stendete il colore.

 

Aspettate il tempo necessario perché si asciughi, poi prendete un blu… diciamo una tonalità di blu che contenga dentro già un po’ di verde ( il “blu verde ftalo” si presta benissimo al nostro esperimento), questo farà in modo che la tonalità di verde che ne risulterà sarà più brillante, passate la velatura e aspettate il tempo d’essiccazione.

 

Adesso invece, prendete un altro supporto, un altra piccola tela e invece di passare i due colori con la tecnica delle velature, usate le stesse identiche tonalità: il giallo di cadmio limone e il blu verde ftalo, mischiateli assieme e poi stendete il colore ottenuto.

 

Aspettate che si asciughi e vedrete con i vostri occhi, la differenza di tonalità ottenuta! Il segreto è poi quello di usare più velature fino a quando non avrete raggiunto il vostro “colore ideale”, tenendo sempre conto che, il colore ad olio cammina.. quindi ai vostri occhi, sarà sempre più evidente questa realtà, ogni volta che andrete a sovrapporre uno strato ad un altro! Sarete rapiti da tanta meraviglia, ve lo assicuro! Nonostante io sia un’astrattista, uso da sempre la tecnica delle velature per creare giochi di colore e sfumature altrimenti impossibili da ottenere in altri modi!

 

Ecco perché, alla domanda iniziale in merito all’utilizzo di un medium per aumentare la brillantezza e la lucentezza del colore ad olio, rispondo che non solo non ce n’è affatto bisogno, ma che basta usare questa tecnica per scoprire un nuovo mondo!!!

 

Sono curiosa di sapere il vostro risultato… provate!!

 

 

 

“Passione” olio a spatola su tela tonda cm 80 x 80

 Mi ritrovo spesso a parlare con colleghi artisti ed amici, con i quali scambio piacevolmente opinioni e pensieri in merito al mio lavoro, di come io sia letteralmente catturata dalla magia del colore ad olio e del perché, non ami, nella maniera più assoluta, l’utilizzo di sostanze chimiche che ne blocchino o modifichino, il regolare processo di essiccazione.

Resto anche colpita, a volte, nel rendermi conto, che parecchi addetti ai lavori, sono totalmente all’oscuro di ciò che si nasconde dietro il percorso del colore ad olio…. Io ne sono ovviamente una fan purista e sapere che spesso l’olio viene soppiantato dall’acrilico, solo perché i tempi stressanti e velocissimi della nostra epoca, ci impongono ritmi a volte disumani, anche nell’arte, mi addolora e affranca oltremodo!!!Insomma, in poche parole, la rivelazione che sto per farvi e che forse alcuni di voi già sanno, ma che per altri arriverà come una doccia fredda è la seguente: IL COLORE A OLIO CAMMINA!!!

Sì sì, avete capito bene: cammina! Vi chiederete che cosa io intenda per “cammina”… beh, esattamente quello che ho detto! Dovete essere degli attenti osservatori e armarvi di quiete interiore, pazienza e disponibilità a far sì, che il colore sia libero di seguire il suo corso naturale.Riporto testuali parole da Wikipedia : “L’olio è un ottimo legante che indurisce nel tempo per contatto con l’ossigeno presente nell’aria formando una pellicola insolubile e resistente (polimerizzazione) .”

Ecco fatto; in queste poche parole è riassunto tutto il segreto e la magia dell’olio. Il processo di essiccazione del colore ad olio, non è istantaneo come quello dell’acrilico, ma ha bisogno di tempo, molto tempo rispetto a qualunque altra tecnica usata nel campo delle belle arti. Mentre l’acqua presente nel colore acrilico, si secca in maniera rapidissima a contatto con l’ossigeno, l’olio impiega un tempo direttamente proporzionale allo spessore materico, con il quale viene passato sul supporto.

Una volta finita la prima mano di colore, se le condizioni atmosferiche lo permettono ( quindi in assenza di eccessiva umidità e temperature troppo rigide), se lo spessore dello strato è solo quello di una velatura, ed è realizzato a pennello e non a spatola, dopo all’incirca una settimana, lo strato sarà asciutto ed osservando bene il disegno e ricordando esattamente come lo si era lasciato in precedenza ( meglio sarebbe farne una foto del prima e del dopo) ci si renderà conto che il colore ha seguito dei suoi percorsi, dei suoi personali tragitti: ha camminato!!

Ciò è reso possibile dalla sua natura che è ovviamente grassa e scivolosa. Anche la capacità che ha di fondersi in maniera così fluida ed eterogenea tra tonalità che possono essere contrastanti, o a volte dissonanti, è data proprio da questa sua caratteristica! E’ quindi facile farsi catturare dalla sua straordinaria peculiarità e lasciare che la natura della quale è dotato faccia il suo corso! Ecco perché lo ritengo “magico”! Bloccare o forzare in alcun modo il suo flusso naturale con agenti chimici essicanti, lo trovo quasi paragonabile all’asfissia!

Mi rendo conto che per qualcuno, queste mie affermazioni possano sembrare esagerate… ma l’ho premesso alcune righe fa; sono una purista del colore ad olio e come tale non posso esimermi dall’osservarne la sua magia intrinseca e vedere poi, dove mi porta la sua energia, per riprendere nella fase successiva, la seconda mano, non più basata sui miei dettami, bensì sui suoi! Fate la prova anche voi, tentate quest’avventura, abbiate pazienza, aspettate che il colore si sia asciugato, memorizzate bene l’immagine o fatene una foto, dopodichè evitate di porvi sopra lo sguardo per almeno una settimana, al termine di questo periodo, riaffacciatevi all’opera e notatene i cambiamenti… resterete esterrefatti !! Aspetto i vostri commenti e le vostre esperienze in merito!