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TECNICA DELLE VELATURE- SECONDA PARTE.

Olio e acrilico su tela cm 120 x 80, spessore cm 3
Particolare di “The Experiment” Olio e acrilico su tela cm 120 x 80, spessore cm 3

Visto le vostre domande e l’interessamento sorto attorno al bellissimo argomento della tecnica delle velature, trattato nel post precedente, sono lieta di scriverne un secondo, ampliando il discorso e scendendo più in dettaglio.

 

Questa tecnica rende possibile effetti e lucentezze che sarebbero altrimenti difficili da ottenere in altri modi, o semplicemente mischiando a monte i colori tra di loro su tavolozza, prima della stesura su tela.

 

Dipingere strato su strato necessita però l’utilizzo di colori diversi tra loro per compattezza. Ogni tubetto di colore, reca sull’etichetta un simbolo; che quasi sempre è un quadratino, a volte un cerchietto, che indica se si tratta di un colore coprente, semi coprente o trasparente.

 

Quando il colore è coprente il quadratino è completamente colorato di nero, quando è semi coprente lo è per metà; quando invece è trasparente, il quadratino ha solo il bordino nero e dentro è vuoto.

 

Questa prima indicazione è necessaria per sapere di fronte a che tipo di compattezza vi ritrovate e per sapere come usare il colore stesso.

 

Generalmente, in una prima stesura si usano i colori coprenti, in modo tale da ricavare i volumi di base per l’oggetto che desiderate dipingere; ad esempio, per un incarnato, si parte utilizzando il “bianco coprente” e il “testa di moro”.

 

A seguire, una volta asciutta la prima mano, si può proseguire usando colori semi coprenti; questo per dare maggior forza, risalto e corpo all’oggetto, variandone la tonalità di colore, alterandola del tutto o semplicemente per rafforzare quella già esistente.

 

Procedendo dalla terza mano in poi, si usano quasi sempre colori trasparenti, in modo da giocare con gli effetti di luce e le trasparenze che, alterando il colore con delicati cambiamenti di tono, producono effetti spettacolari su qualunque tipo di dipinto si stia lavorando, sia che si tratti di paesaggio, di una natura morta, di un nudo, un volto, o di un astratto.

 

La grande flessibilità della tecnica delle velature, permette la stesura di un numero di strati praticamente infinito o quasi… nel senso che sta a voi fermarvi, quando avrete raggiunto l’ideale di colore che vi eravate prefissati inizialmente!

 

Un’ altra chance che offre questa bellissima tecnica è quella di lavorare anche con strati molto materici; intendo dire che si possono ricavare gli stessi giochi di colore, anche se si lavora a spatola e non solo con il pennello. Si possono combinare entrambi oppure scegliere uno solo di questi e variare l’intero livello di materia che si vuole donare al dipinto.

 

Spero di essere stata chiara ed esaustiva, resto felicemente aperta alle vostre domande ed ai vostri commenti, a presto!

 

 

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