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Il colore ad olio cammina!

“Passione” olio a spatola su tela tonda cm 80 x 80

 Mi ritrovo spesso a parlare con colleghi artisti ed amici, con i quali scambio piacevolmente opinioni e pensieri in merito al mio lavoro, di come io sia letteralmente catturata dalla magia del colore ad olio e del perché, non ami, nella maniera più assoluta, l’utilizzo di sostanze chimiche che ne blocchino o modifichino, il regolare processo di essiccazione.

Resto anche colpita, a volte, nel rendermi conto, che parecchi addetti ai lavori, sono totalmente all’oscuro di ciò che si nasconde dietro il percorso del colore ad olio…. Io ne sono ovviamente una fan purista e sapere che spesso l’olio viene soppiantato dall’acrilico, solo perché i tempi stressanti e velocissimi della nostra epoca, ci impongono ritmi a volte disumani, anche nell’arte, mi addolora e affranca oltremodo!!!Insomma, in poche parole, la rivelazione che sto per farvi e che forse alcuni di voi già sanno, ma che per altri arriverà come una doccia fredda è la seguente: IL COLORE A OLIO CAMMINA!!!

Sì sì, avete capito bene: cammina! Vi chiederete che cosa io intenda per “cammina”… beh, esattamente quello che ho detto! Dovete essere degli attenti osservatori e armarvi di quiete interiore, pazienza e disponibilità a far sì, che il colore sia libero di seguire il suo corso naturale.Riporto testuali parole da Wikipedia : “L’olio è un ottimo legante che indurisce nel tempo per contatto con l’ossigeno presente nell’aria formando una pellicola insolubile e resistente (polimerizzazione) .”

Ecco fatto; in queste poche parole è riassunto tutto il segreto e la magia dell’olio. Il processo di essiccazione del colore ad olio, non è istantaneo come quello dell’acrilico, ma ha bisogno di tempo, molto tempo rispetto a qualunque altra tecnica usata nel campo delle belle arti. Mentre l’acqua presente nel colore acrilico, si secca in maniera rapidissima a contatto con l’ossigeno, l’olio impiega un tempo direttamente proporzionale allo spessore materico, con il quale viene passato sul supporto.

Una volta finita la prima mano di colore, se le condizioni atmosferiche lo permettono ( quindi in assenza di eccessiva umidità e temperature troppo rigide), se lo spessore dello strato è solo quello di una velatura, ed è realizzato a pennello e non a spatola, dopo all’incirca una settimana, lo strato sarà asciutto ed osservando bene il disegno e ricordando esattamente come lo si era lasciato in precedenza ( meglio sarebbe farne una foto del prima e del dopo) ci si renderà conto che il colore ha seguito dei suoi percorsi, dei suoi personali tragitti: ha camminato!!

Ciò è reso possibile dalla sua natura che è ovviamente grassa e scivolosa. Anche la capacità che ha di fondersi in maniera così fluida ed eterogenea tra tonalità che possono essere contrastanti, o a volte dissonanti, è data proprio da questa sua caratteristica! E’ quindi facile farsi catturare dalla sua straordinaria peculiarità e lasciare che la natura della quale è dotato faccia il suo corso! Ecco perché lo ritengo “magico”! Bloccare o forzare in alcun modo il suo flusso naturale con agenti chimici essicanti, lo trovo quasi paragonabile all’asfissia!

Mi rendo conto che per qualcuno, queste mie affermazioni possano sembrare esagerate… ma l’ho premesso alcune righe fa; sono una purista del colore ad olio e come tale non posso esimermi dall’osservarne la sua magia intrinseca e vedere poi, dove mi porta la sua energia, per riprendere nella fase successiva, la seconda mano, non più basata sui miei dettami, bensì sui suoi! Fate la prova anche voi, tentate quest’avventura, abbiate pazienza, aspettate che il colore si sia asciugato, memorizzate bene l’immagine o fatene una foto, dopodichè evitate di porvi sopra lo sguardo per almeno una settimana, al termine di questo periodo, riaffacciatevi all’opera e notatene i cambiamenti… resterete esterrefatti !! Aspetto i vostri commenti e le vostre esperienze in merito!

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